L'ARTE NEL DESIGN
Come dice il critico Giuseppe Cordoni dal catalogo Terra infinita: “gran parte della critica ha più volte già rimarcato la duttile complessità e l’eclettismo stilistico che alimenta la sintesi a cui il linguaggio di Scarselli a mano a mano perviene: espressionismo astratto ed informale, gestualità segnica e onirismo infantile”. Dal canto suo Giovanni Faccenda sottolinea “quel suo agile appropriarsi d’una modernità che prende in prestito tecniche e procedure arcaiche, in un astrattismo ibrido in cui affiorano forme riconoscibili e familiari; un’indagine artistica che fa del silenzio e dell’ introspezione il suo motivo conduttore complesso, infinito e mai risolto”.
MARCELLO SCARSELLI
Marcello Scarselli è nato a Santa Maria a Monte (PI), nel 1953. Dopo essersi diplomato all’ Istituto Tecnico di Pontedera, prosegue gli studi frequentando corsi di disegno ed intaglio. Inizia la sua carriera artistica negli anni ’70 partecipando a numerose mostre collettive e intervenendo nell’animato dibattito estetico di quel periodo. Decisivo nella sua formazione l’incontro, l’amicizia e lo scambio con numerosi artisti toscani come Paolo Grigò e Mario Madiai, o la conoscenza di artisti di fama internazionale quali Ennio Calabria e Giancarlo Ossola.
CATALOGHI DEGLI ULTIMI 10 ANNI
2011 “Arte per la ricerca”Fiongen Museo archeologico nazionale Firenze“ Incontri D’arte” Palazzo Jung Palermo-150°Unità d’Italia.Enciclopedia d’Arte Italiana” a cura Patarini Virgilio.La mia Versiliana a cura di L.Gierut
LO STUDIO
Scriveva Dino Carlesi poeta e critico : un notevole senso grafico stà dando nuovo vigore all’opera generale di Scarselli: ogni segno vive di una propria libertà illimitata,occupa a suo modo il foglio per significare quasi il nulla dell’esistere,tracce grige verticali accompagnate da cerchi,piani paralleli interrotti da geroglifici quasi figurali,aquiloni lune e scale e teste,figure che si nascondono dietro striature evanescenti: ma più che i significati specifici,tutti sottintendono una urgenza di narrazione come il segno lirico divenisse parola e simbolo.